gmgcesareGrazie ragazzi,di ritorno dalla Gmg di Madrid sento il vivo desiderio di ringraziare voi giovani torinesi che insieme ai tantissimi di altre Diocesi e Paesi del mondo hanno partecipato all’evento con Papa Benedetto XVI.
 
Vi ringrazio per la gioia e serietà con cui avete testimoniato la vostra fede insieme all’impegno che vi ha contraddistinti nell’affrontare anche gli inevitabili disagi che almeno nei primi giorni avete sopportato, sempre con grande serenità. Il vescovo di Tarragona, il Direttore dell’Istituto scolastico che vi hanno accolti e tante persone anche autorevoli sul piano civile di questa città dove avete soggiornato prima di Madrid mi hanno espressamente rivolto parole di elogio per come vi siete comportati, per il vostro stile di vita e di fede che avete dimostrato con semplicità e grande «allegria», sempre pronti e disponibili ad accogliere le varie iniziative proposte sul piano della preghiera e della fede come della fraternità e amicizia.
 


Lo stesso è avvenuto a Madrid. Vi ringrazio per l’impegno che avete messo nel seguire le catechesi (compresa la mia: i testi si trovano sul nostro sito www.diocesi.torino.it) dei vescovi e del Papa, i momenti di celebrazione, la difficoltà della sera della Veglia quando l’acqua torrenziale si è abbattuta su tutti i pellegrini. Avete dimostrato concretamente quanto l’educazione cristiana ricevuta nelle vostre famiglie, parrocchie e gruppi abbia inciso positivamente nei comportamenti e nella vita. È questo un grande motivo di speranza per i vostri educatori. Desidero ringraziare in particolare i sacerdoti, diaconi, religiosi e religiose che vi hanno accompagnati in questa avventura e ne hanno condiviso passo passo il cammino, le fatiche e l’amicizia. Come ringrazio l’équipe responsabile della pastorale giovanile, della pastorale vocazionale e del Seminario minore per il lavoro svolto sia nella fase di preparazione che di svolgimento della Gmg.
 
La fede e l’amore a Cristo, l’ascolto e l’accoglienza del Papa e dei vescovi hanno cementato ancora di più la nostra comunione e la voglia di rendersi tutti più attivi e compartecipi della vita e missione della Chiesa.
 
Adesso tocca a voi giovani, ma anche a tutti noi adulti, portare nel quotidiano vissuto della Diocesi, delle parrocchie, associazioni e movimenti, oratori e ambienti di vita la consegna che nasce dalla GMG: quella di radicare la propria fede in Gesù Cristo accogliendone le chiamate anche quelle più impegnative e testimoniare a tutti e in ogni ambiente di vita la gioia di essere cristiani e membri della Chiesa. Per voi cari seminaristi mi auguro che da questa esperienza che avete condiviso, nasca una ulteriore conferma della vostra vocazione. Anche agli altri giovani che si interrogano sul proprio futuro e forse sono incerti sul da farsi chiedo di ripensare la propria vita in una prospettiva vocazionale, andando oltre le indecisioni e paure che tarpano le ali alla scelta impegnativa, ma entusiasmante del sacerdozio e della vita consacrata. Sarebbe uno dei più bei segni della positività e fecondità della GMG sia per tutti i giovani che per la nostra Chiesa.
 
Vi do appuntamento il 18 novembre al santo Volto, per una occasione di Memoria viva della GMG, di festa insieme e di testimonianze, su cui rilanciare il nostro comune impegno di rendere tutti i giovani sempre più protagonisti, responsabili, testimoni e missionari di Cristo e della sua Chiesa, nel nostro territorio.


+ Cesare
Vescovo, padre e amico

Testo tratto da «La Voce del Popolo» del 28 agosto 2011