Veglia dei santi 2018 - Partecipazione

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Veglia dei santi 2018 - Partecipazione

La domanda

Che impegno sociale e politico vivi per contribuire a un mondo più giusto, secondo il Vangelo?

La sfida

Un altro tratto che attraversa molte società contemporanee è la debolezza delle istituzioni e la diminuzione della fiducia nei loro confronti, Chiesa compresa. Solo una minoranza dei giovani (16,7%) ritiene di avere possibilità di incidere sulla vita pubblica del proprio Paese: non che non vogliano, ma si trovano con ridotte possibilità e spazi. La mancanza di una leadership affidabile, a diversi livelli e in ambito tanto civile quanto ecclesiale, è molto denunciata dai giovani. Una fragilità particolarmente evidente è generata dal diffondersi della corruzione. Le istituzioni dovrebbero avere a cuore il bene comune e, quando alcuni riescono a piegarle ai propri interessi particolari, subiscono una drammatica erosione di credibilità. Per questo la corruzione è una piaga che intacca nei fondamenti molte società. La sfida della giustizia sociale passa necessariamente attraverso la costruzione di istituzioni giuste, che si pongano al servizio della dignità umana in senso integrale (XV Assemblea Generale Ordinaria del Sinodo dei Vescovi I giovani, la Fede e il Discernimento Vocazionale” - Instrumentum Laboris, n. 59).

La santità nel quotidiano
SAN OSCAR ROMERO

SAN OSCAR ROMERO

Oscar Romero nacque il 15 agosto 1917 a Ciudad Barrios, in El Salvador, in un’umile famiglia. A 16 anni scelse di entrare in seminario e fu presto notato per la bravura nello studio e la docilità alla disciplina ecclesiastica. Fu perciò scelto per andare a Roma a continuare gli studi di teologia, che brillantemente concluse.

Ordinato sacerdote il 4 aprile 1942, fu parroco per poco. Presto fu segretario del vescovo di San Miguel e poi della Conferenza Episcopale nazionale, trovandosi subito a proprio agio negli ambienti privilegiati di certa curia salvadoregna.

Nominato vescovo ausiliare di San Salvador, la capitale, nel 1970, consolidò la propria partecipazione all'élite che guidava il paese.

Nel 1974 divenne vescovo di Santiago de Maria, uno dei territori più poveri della nazione. Lì conobbe la realtà della popolazione, stremata dalla miseria e dalla violenza dell’esercito, che, al soldo dei latifondisti locali, ne permetteva lo sfruttamento incondizionato. Questa presa di coscienza provocò in lui una profonda conversione, nelle sue convinzioni teologiche e nelle sue scelte di vescovo.

Testimone di diversi fatti di sangue, iniziò a denunciare la violenza, inascoltato.

Quando divenne arcivescovo della capitale nel 1977, era ancora considerato dal ceto dirigente un conservatore, che avrebbe appoggiato il violento status quo politico ed economico.

Invece Romero si rifiutò di invitare le autorità civili e militari al suo insediamento e scelse di vivere nella sagrestia della cappella di un ospedale per malati terminali. All’ennesimo omicidio di un suo collaboratore (padre Rutillio Grande), iniziò la sua dichiarata opposizione al regime, che rispose con la profanazione e occupazione di chiese e lo sterminio di centinaia di fedeli.

Con la diffusione dei suoi discorsi per radio, si conobbe anche all’estero la situazione del paese, specie in America Latina. Questo gli procurò l’ostilità di diversi prelati e la freddezza dello stesso Vaticano, che lo temevano legato a teologie filo-comuniste che invece non accettò mai, restando nei confini della Dottrina Sociale della Chiesa.

Il 23 marzo 1980 disse all’esercito che “Nessun soldato è tenuto ad obbedire ad un ordine contrario alla Legge di Dio che dice: Non uccidere. Vi supplico, vi chiedo, vi ordino in nome di Dio: Cessi la repressione.”. Fu subito violentemente attaccato dal regime, con forti accuse di sfruttare la Chiesa per fare politica.

Il 24 maggio, mentre celebrava Messa in ospedale, durante l’elevazione dell’ostia, un cecchino mandato dal partito di governo lo uccise. La sua ultima omelia era stata contro l’uso dei bambini per esplorare e mappare i campi minati. Al suo funerale l’esercito sparò sui fedeli, massacrandoli.

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