Veglia dei santi 2018 - Espressività

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Veglia dei santi 2018 - Espressività

La domanda

La conoscenza, la bellezza, la ricerca della verità sono importanti per la tua vita?

La sfida

Con intensità in parte diversa, molti Paesi del mondo sono alle prese con il fenomeno delle fake news, ossia della diffusione incontrollabile di notizie false attraverso i mezzi di comunicazione (digitali e non solo) e della crescente difficoltà a distinguerle da quelle vere. Nel dibattito pubblico la verità e la forza dell’argomentazione sembrano aver perso la capacità di persuasione. Per questo è stato coniato il termine “post-verità” (XV Assemblea Generale Ordinaria del Sinodo dei Vescovi “I giovani, la Fede e il Discernimento Vocazionale” - Instrumentum Laboris, n. 54).

La santità nel quotidiano
SANTA EDITH STEIN

SANTA EDITH STEIN

Edith Stein nacque a Breslavia, allora in Germania, il 12 ottobre 1891, in una famiglia ebrea di mercanti di legname. Il padre morì presto di insolazione e fu la madre a crescere i sette figli e condurre con profitto la ditta di famiglia.

Fin dai primi studi, Edith si distinse per una peculiare intelligenza e facilità ad apprendere. A 16 anni lasciò la scuola per andare un anno ad Amburgo con la sorella maggiore, leggendo letteratura e filosofia. Fu allora che abbandonò la fede, passando a un fiero ateismo che la contraddistinse per anni. Un cugino la convinse a tornare sui banchi, concludendo le superiori.

Frequentò filosofia all’università di Breslavia, sola ragazza in tutto il corso, e si segnalò per le sue doti intellettuali e la sete di conoscenza. Insoddisfatta dall’ateneo, nel 1913 si trasferì a Gottinga, dove insegnava Husserl, il maggior filosofo dell’epoca. Lì conobbe ed ebbe la stima dei più noti filosofi tedeschi del tempo, compreso il celebre professore, che le propose una tesi di laurea sull’empatia.

Scoppiata la prima guerra mondiale, fu infermiera volontaria nell’ospedale cittadino e in prima linea. Durante un congedo per malattia, nel 1916, si laureò col massimo dei voti.

Dopo il conflitto fu insegnante in vari licei mentre continuava il dottorato, la cui tesi, sempre sull’empatia, risulterà la sua opera più importante e conosciuta. Ottenutolo, divenne la principale assistente di Husserl, fondamentale rielaboratrice delle sue bozze, ma non riuscì a diventare docente, perché donna. Si impegnò in politica, per il voto alle donne e il riconoscimento sociale alla donna che lavora.

La sua conversione iniziò vedendo una donna “qualsiasi” che, con le borse della spesa, entrò un attimo in chiesa a pregare. Questo la colpì molto, come la lettura dell’autobiografia di Santa Teresa, nel 1921, entrambi testimoni di un possibile, intimo, rapporto quotidiano con Dio. Battezzata nel 1922, divenne insegnante in scuole cattoliche e iniziò a studiare San Tommaso. Avuta una cattedra all’università nel ‘31, le fu tolta perché ebrea nel ‘33.

Entrò nel monastero carmelitano di Colonia nel 1934 e lì scrisse un testo importantissimo (Essere finito e Essere eterno) che fondeva la teologia di san Tommaso con il pensiero fenomenologico, il più importante a quei tempi. Per proteggerla dai nazisti, fu spostata in un convento in Olanda. Era comunque certa che l’avrebbero catturata e si allenò al freddo e alla fame per sopravvivere nel lager.

Quando i Paesi Bassi furono invasi nel ‘42, i vescovi olandesi si pronunciarono contro Hitler. Egli allora ordinò l’arresto anche degli ebrei convertiti, fino allora risparmiati. Edith fu presa e portata ad Auschwitz, dove entrò nelle camere a gas il giorno stesso del suo arrivo, il 9 agosto 1942.

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