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INNO VICINI DI CUORE

SPUC2018 ARTICOLO

«VICINI DI CUORE»

La trilogia - il progetto formativo 2020 («Tutto concorre al bene»), l’e-book per le attività («Non lo vedi?») e l’inno estivo «Vicini di cuore» - è una articolata proposta di orientamento pastorale per i nostri Oratori, non solo per la loro riapertura nell’estate o la loro ripartenza autunnale, ma per un autentico rilancio educativo delle nostre comunità.
«Vicini di cuore», l’inno che accompagna questi giorni difficili anche per gli Oratori, è un lavoro a quattro mani, dI Marco Brusati Massimo Versaci, affidato poi alle voci del Grande Coro HOPE.
 

Il brano inizia descrivendo il momento in cui i ragazzi e le ragazze chiusi in casa per oltre due mesi per la pandemia iniziano a guardare il mondo di fuori e ad immaginare come possano essere protagonisti del cambiamento, poiché, come si è ripetuto spesso, niente sarà più come prima. 
 
Anzitutto c’è un desiderio di libertà che non è solo sentito interiormente, ma richiesto dal vento, che qui rappresenta Dio, il «mormorio di vento leggero» del profeta Elia [1Re 19, 12] e che apre [«Volerai!»] ad un incontro nella dimensione spirituale e non solo materiale della vita [«alto sopra il cielo»]; a questa offerta di relazione da parte di Dio, i ragazzi e le ragazze rispondono sia a livello individuale [«volerò»] sia a livello corale [«in un solo canto», «libera il tuo canto»] evidenziando la dimensione comunitaria [«saremo noi una sola voce»; «andiamo insieme verso il cielo»; «noi vicini di cuore, le stesse parole e cose da fare»]. Con questo movimento dal basso verso l’alto, il testo restituisce un movimento contrario dall’alto verso il basso, verso la «città» da «ricostruire», una città «di luce», dove, appunto la luce della Grazia contrasta le tenebre del male [«noi liberi dal male»].
 
Nell’inciso il testo evidenzia plasticamente che per costruire «insieme» una nuova città, ovvero nuove relazioni, occorra anzitutto conoscere ed incontrare Gesù che non è un’entità spirituale astratta ma il vero uomo e vero Dio presente nel pane eucaristico: concreto, vivo, oggi, qui ed ora, che vuole agire nel mondo nell’azione dei ragazzi e delle ragazze che fanno di Lui il centro della loro vita, l’affascinante compagno di viaggio, il pastore bello [Gv 10,14], quasi divenendo essi stessi «le pietre d’altare» su cui si celebra il sacrificio eucaristico, e il tempio dello Spirito Santo [«la cattedrale»] dove Gesù-Pane-Vivo trova la sua casa [«per dare casa al Pane»].
 
Così nelle parole conclusive del canto, si potrà cantare di essere sì, «vicini di cuore», ma perché si è, insieme «vicini al Suo cuore», capace dell’Amore più grande.
 

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