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www.bicentenario.donboscoitalia.it 

 

COME DON BOSCO,
CON I GIOVANI, PER I GIOVANI! 

… specialmente i più poveri

Diciamo CON I GIOVANI!, fratelli e sorelle della nostra Famiglia Salesiana, perché il punto di partenza del nostro fare carne e sangue (INCARNARE) il carisma salesiano è quello di STARE CON I GIOVANI, stare con loro e in mezzo a loro, incontrarli nella nostra vita quotidiana, conoscere il loro mondo e amarlo, stimolarli ad essere protagonisti della loro vita, risvegliare il loro senso di Dio, incitandoli a porsi delle mete alte, a vivere la vita come la visse il Signore Gesù.

E diciamo CON I GIOVANI!, cari fratelli e sorelle della nostra Famiglia Salesiana, perché se quel che riempie i nostri cuori ,accogliendo la chiamata vocazionale del Signore Gesù, è la predilezione pastorale per i ragazzi e le ragazze, per i giovani, ciò si manifesterà in noi, come in Don Bosco, come una vera e propria ‘passione’ nel cercare il loro bene, impegnandovi tutte le nostre energie, tutto il fiato e la forza che abbiamo.

PER I GIOVANI!... SPECIALMENTE I PIÙ POVERI. Mi sono permesso di dire in varie occasioni che quando Papa Francesco parla di andare alla periferia, dirigendosi a tutta la Chiesa, noi veniamo interpellati in modo molto vivo e diretto, perché ci sta chiedendo di stare con i giovani nella periferia, lontani quasi da tutto, esclusi, quasi senza opportunità. Allo stesso tempo voglio dire che questa periferia è qualcosa di tipicamente nostro come Famiglia Salesiana, perché la periferia è qualcosa di costitutivo del nostro DNA salesiano. Cos’è stata la Valdocco di Don Bosco se non una periferia della grande città? Che cosa è stata Mornese se non una periferia rurale? Occorrerà che il nostro esame di coscienza personale e come Famiglia Salesiana si confronti con questo forte richiamo ecclesiale, che fa parte a sua volta dell’essenza del Vangelo. Sarà necessario esaminarci circa il nostro essere con i giovani e per loro, specialmente per gli ultimi…, ma non occorrerà cercare verso dove orientarci, la nostra ‘stella polare nella navigazione’, perché negli ultimi, nei più poveri, in quelli che più hanno bisogno di noi, risiede l’elemento più specifico del nostro DNA come carisma salesiano.

PERCHÉ I GIOVANI, SPECIALMENTE I PIÙ POVERI, SONO UN DONO PER NOI È stato il Rettor Maggiore don Juan E. Vecchi a scrivere che “i giovani poveri sono stati e sono tuttora un dono per noi”. E certamente non possiamo pensare che Don Vecchi stia difendendo la povertà; ma è certo che se stiamo con i giovani e in mezzo a loro, sono essi, sono esse, i primi che ci fanno del bene, che ci evangelizzano e ci aiutano a vivere veramente il Vangelo in quel che è più tipico del carisma salesiano. Oso dire, come già mi sono espresso in altra occasione, che sono i giovani, le giovani, e specialmente quelli più poveri e bisognosi, coloro che ci salveranno aiutandoci ad uscire dalla nostra routine, dalle nostre inerzie e dai nostri timori, a volte più preoccupati di conservare le nostre sicurezze che di tenere il cuore, l’udito e la mente aperti a ciò che lo Spirito ci può chiedere.

NEL BICENTENARIO DELLA NASCITA DI DON BOSCO
In un evento, come quello del Bicentenario della nascita di Don Bosco, che ci lancia tutti in un cammino di fedeltà a quella stessa chiamata che egli sentì, ascoltò e che tradusse in vita. In un anno in cui la festa per quel dono che è Don Bosco per la Chiesa e per la sua Famiglia non ci lascerà centrati in noi stessi, autoreferenziali e autocompiaciuti, ma ci lancerà, con maggior forza se possibile, verso la missione. Si tratta di un anno di festa, in cui siamo invitati a vivere ed esprimere la nostra celebrazione come vera Famiglia.

CON MARIA, LA PIÙ INSIGNE COLLABORATRICE DELLO SPIRITO SANTO
Concludo tenendo presenti le parole del Papa San Giovanni Paolo II, nella conclusione della citata Lettera “Iuvenum patris”, in cui ci invita ad avere sempre davanti a noi Maria Santissima, “come la più alta collaboratrice dello Spirito Santo”. Il Papa ci invitava a guardare Maria e ad ascoltarla quando dice “Fate quello che Egli vi dirà”, evocando l’episodio delle nozze di Cana (Gv 2,5). In un bel frammento finale il Papa dice, dirigendosi agli SDB di quel momento, ma in un contesto che è molto adeguato per tutta la nostra Famiglia Salesiana oggi: “A Lei io affido voi e insieme con voi affido tutto il mondo dei giovani, affinché essi, da Lei attratti, animati e guidati, possano conseguire, con la mediazione della vostra opera educativa, la statura di uomini nuovi per un mondo nuovo: il mondo di Cristo, Maestro e Signore. La forza di questo desiderio e di queste parole che ci dedica il Papa di allora è tale che penso che non si possa aggiungere altro che un ‘Amen!’, così sia, facendo assegnamento sulla Grazia che ci viene dal Signore, l’intercessione di Maria Ausiliatrice e il cuore di Buon Pastore di tutti i membri della nostra Famiglia Salesiana.

Don Ángel Fernández Artime, Rettor Maggiore 
dall'anticipo della Strenna 2015, nn. 5-7

   

 

 

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Ufficio per la Pastorale dei Giovani e dei Ragazzi di Torino e Pastorale Giovanile Salesiana di Piemonte-Valle d'Aosta-Lituania

Il Progetto TURIN FOR YOUNG 2015 è il servizio congiunto svolto dall'Ufficio per la Pastorale dei Giovani e dei Ragazzi dell'Arcidiocesi di Torino e la Pastorale Giovanile Salesiana di Piemonte-Valle d'Aosta-Lituania, nello straordinario anno pastorale 2014-2015: l'accoglienza dei GIOVANI PELLEGRINI che giungeranno a Torino per il Bicentenario della nascita di don Bosco, l'Ostensione della Sindone e l'attesa visita di Papa Francesco.

Le due Pastorali Giovanili vedranno coinvolte le tante realtà presenti nell'Arcidiocesi - gli altri Uffici diocesani, in particolare l'Ufficio per la Pastorale degli Universitari, le Associazioni, in particolare la NOITorino Team Oratori Piemontesi, le Congregazioni, i Movimenti e i Gruppi - coordinati dai due Uffici per i Giovani, diocesano e salesiano, con le rispettive équipe e staff di collaboratori e giovani volontari.

   

 

 

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Carissimi Parroci, Viceparroci,
e Responsabili degli Oratori dell'Arcidiocesi di Torino,

come ho avuto modo di scrivere nella Lettera Pastorale, «davanti a noi e a tutti i giovani sta la stagione forte e impegnativa dell’anno pastorale 2014-2015, scandito dalla celebrazione dei duecento anni della nascita di Don Bosco, dall’ostensione della Sindone e dall’arrivo di Papa Francesco.

Proprio in occasione di questa visita, ma certo anche per il resto dell’anno e del periodo intenso dell’ostensione, saremo chiamati ad accogliere numerosi giovani provenienti dal nostro Paese e dal mondo intero e c’è dunque necessità di un’adeguata preparazione e disponibilità da parte di tutti gli oratori, delle famiglie e delle comunità parrocchiali e religiose, delle scuole cattoliche e di ogni altra realtà anche laica che vorrà offrire la sua ospitalità. [...].

Non si tratta solo di una serie di occasioni celebrative, ma di un tempo di grazia che può ridare slancio e vigore alla pastorale giovanile nella nostra diocesi. È anche un tempo forte di speranza e di amore verso e con tutti i giovani vicini e non, per far gustare loro la gioia della fraternità e dell’amicizia, dell’incontro nel nome del Signore, per superare estraneità e indifferenza» (n. 40).

Per queste ragioni chiedo a ciascuno di voi e alle vostre comunità la disponibilità, secondo le concrete possibilità di ciascuna realtà, di offrire ai giovani pellegrini l'ospitalità negli oratori e nelle famiglie delle nostre parrocchie, segnalando anche il possibile coinvolgimento di eventuali strutture religiose o laiche presenti sul vostro territorio. Troverete una scheda tecnica con le condizioni richieste per l'accoglienza: vi invito a valutarle e a comunicare la vostra adesione al progetto di accoglienza dei giovani «Turin for young» all'Ufficio di Pastorale Giovanile che si farà carico di coordinare, con la Pastorale Giovanile Salesiana, l'ospitalità dei giovani in stile GMG, rispondendo entro il 15 ottobre pv. al questionario che vi sarà inviato via mail. Sarà premura dell'Ufficio di Pastorale Giovanile contattare quanti segnaleranno la loro disponibilità per ulteriori accordi ed eventuali dettagli organizzativi. Come riconoscimento e partecipazione dell'accoglienza offerta, che esprime la carità evangelica verso i pellegrini, la Diocesi contribuirà con un sostegno alle realtà inserite nel progetto di accoglienza dei giovani «Turin for young».

Grato per la generosità con cui vorrete accogliere e accompagnare i giovani nel segno de «L'amore più grande», saluto e benedico tutti e ciascuno. 

+ Cesare vescovo e amico

Torino, 1 ottobre 2014

 

Clicca qui per compilare la scheda: http://www.turinforyoung.it/IT/scheda-tecnica-accoglienza.html 

 
   

 

 

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ADESIONE AL GRANDE CORO HOPE DI TORINO

IMPARIAMO L'INNO

 

 

L’AMORE PIÙ GRANDE
Lirica di Marco Brusati
Presentazione dell’Autore

La lirica è interamente centrata sulle parole di Gesù: “Nessuno ha un amore più grande di questo: dare la sua vita per i propri amici” da cui è tratto il titolo, che a sua volta riproduce il motto “L’Amore più grande” dell’Ostensione della Sindone 2015.
Nella prima parte del brano è parafrasato l’invito di Gesù a seguirlo, prendendo, come lui, la propria croce (Lc 9,23 ): un invito che viene udito dentro un “vento leggero”, a ricordare che il Signore non è nel “vento impetuoso e gagliardo”, non è “nel terremoto” e neppure “nel fuoco” ma nel “sussurro di una brezza leggera”, come ci racconta l’esperienza di Elia (1Re 19,11-13 ).
L’invito di Gesù a seguirlo, però, non è una chiamata vocale, un messaggio o una promozione, ma è offerta di sé (Gv 10,17 ), è offerta del suo “cuore aperto” che “aspetta” il nostro cuore, così che, grazie al cammino di conversione, anche le opere, simboleggiate dalle “mani”, possano aprirsi “dalla terra al cielo” (Gc 2,17 ), e chi le compie possa passare dalla schiavitù del peccato alla libertà generata dal Figlio (Gv 8,34-35 ) per godere insieme della gioia senza fine, il “Paradiso”, promesso anche al malfattore sulla croce (Lc 23,39-43 ).
L’offerta di sé, che Gesù compie per ciascuno di noi, è offerta d’Amore, è “passione sconfinata”, è “passione infinita”, è, tutta la sua “vita”.
A questo invito di Gesù, il coro, che simboleggia la comunità ecclesiale, risponde con il ritornello, nel quale riconosce che l’”Amore più grande” è quello di colui che prende volontariamente e senza colpa la croce (il “legno pesante”), muore per noi e risorge aprendoci le porte della vita senza fine; sì, perché l’”Amore più grande” è Gesù stesso, che “muore e risorge” con noi, perché, come dice San Paolo, “se siamo stati intimamente uniti a lui a somiglianza della sua morte, lo saremo anche a somiglianza della sua risurrezione” (Rm 1,5).
La ripresa della strofa evoca la vita rinnovata dall’incontro con Gesù nella Chiesa che cammina nel tempo, la quale viene resa con l’immagine del “sentiero” illuminato da una “nuova luce che non si spegne al soffio della notte scura”, a ricordare la promessa di Gesù alla sua Chiesa: “le potenze degli inferi non prevarranno su di essa” (Mt 16,18).
Nella parte conclusiva si giunge alla professione di fede più consapevole, ovvero quella capace di riconoscere che il sacrificio di Cristo -di cui è straordinaria icona la Sindone- e la sua resurrezione hanno liberato “il nostro cuore dalla morte in fondo al male” ed hanno “spezzato le catene per andare a camminare”, sulle strade del mondo, nei momenti difficili (“sopra i sassi”) ed in quelli felici (“sulle viole”), intimamente ed irrevocabilmente uniti a Lui, risorto e vivo, consapevoli della sua promessa: “ecco, io sono con voi tutti i giorni, fino alla fine del mondo” (Mt 28,20).

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Ecco il link per vivere un incontro con i musicisti e gli autori delle canzoni del Sinodo e del brano L'AMORE PIU' GRANDE l'inno dei giovani in occasione dell'Ostensione 2015 e dell'incontro con Papa Francesco.

Compilando il seguente link gruppi, associazioni, parrocchie, oratori, possono prenotare un incontro per imparare questi brani ed iniziare così a condividere quegli strumenti che la pastorale giovanile mette a disposizione per vivere in condivisione le tante iniziative giovanili di questa stagione. 
IMPARIAMO L'INNO 

   

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