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Ufficio Pastorale Giovanile

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GMG 2020
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Sabato 4 aprile alle ore 21 in diretta streaming

ALLARME CORONAVIRUS
#UPG

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In attenta sintonia con quanto disposto dalle Autorità regionali...

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«Vademecum» per le attività di Pastorale giovanile ad Oratori chiusi

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«Condivi la cura» la nuova piattaforma che UPG mette a disposizione

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Oratori estivi, sospesi le i corsi «QUI PER TE, Animatori con stile»

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Ciclo di conferenze in diretta streaming da novembre 2019

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L’Arcivescovo Nosiglia incontrerà, i parroci, le comunità e i giovani di tutte le Unità Pastorali

E SE LA FEDE
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E SE LA FEDE

Venerdì 20 marzo p.v. solo in streaming "E se la fede avesse ragione?"

IN ALTO A CASA
#OROPA

IN ALTO A CASA

Pellegrinaggio a Oropa per la V Incoronazione della Madonna

La domanda

Vivi lo studio e il lavoro come una chiamata di Dio per migliorare il mondo?

La sfida

Vari elementi concorrono a spiegare come mai, in alcune parti del mondo, viviamo ormai immersi in una “cultura dell’indecisione”, che considera impossibile o addirittura insensata una scelta per la vita. In un mondo dove le opportunità e le proposte aumentano esponenzialmente diviene spontaneo reagire con scelte sempre reversibili, anche se questo comporta una continua mortificazione del desiderio. Il processo del discernimento vocazionale, lungo l’asse segnato dalle tappe “riconoscere, interpretare, scegliere” si arena spesso proprio nel momento della scelta e della sua attuazione. Talora si vorrebbero sicurezze esterne, che non richiedono la fatica di camminare nella fede, consegnandosi alla Parola; altre volte prevale la paura di abbandonare le proprie convinzioni per aprirsi alle sorprese di Dio.

Anche l’insicurezza delle condizioni lavorative e il precariato sociale bloccano ogni progettualità di medio-lungo periodo. Alcuni, soprattutto nel mondo occidentale, affermano che è assai difficile per i giovani concretizzare un progetto matrimoniale senza mettere a rischio l’autosufficienza economica. Inoltre molti giovani si domandano come sia possibile una scelta definitiva in un mondo in cui nulla sembra essere stabile, nemmeno la distinzione tra vero e falso. Una delle sfide urgenti che caratterizza il nostro tempo è quindi quella della decisione di vita come assunzione responsabile della propria esistenza (XV Assemblea Generale Ordinaria del Sinodo dei Vescovi “I giovani, la Fede e il Discernimento Vocazionale” - Instrumentum Laboris nn. 61-62).

La santità nel quotidiano
mollo

SAN JOSEMARIA ESCRIVÀ

Josemaria Escrivà nacque a Barbastro, in Spagna, il 9 gennaio 1902, da un negoziante di tessuti e una casalinga, vividi cattolici. La famiglia fu scossa da ripetute disgrazie e Josemaria perse tre sorelle in tenera età. Quando lui aveva tredici anni, si trasferirono per seguire il lavoro del padre a Logrono, dove però questi perse l’occupazione e si ammalò gravemente.

Tra i 15 e i 16 anni, osservando le impronte nella neve di due piedi scalzi, che sapeva essere di uno dei frati carmelitani appena giunti in città, meditò «Altri fanno tanti sacrifici per Dio e io non sarò in grado di offrirgli nulla?». Sull’orma di queste riflessione, finite le superiori, entrò in seminario, accompagnando quegli studi con quelli di giurisprudenza, che completerà.

Fu ordinato sacerdote il 28 marzo 1925 e mandato parroco nella diocesi di Saragozza. Da lì fu trasferito a Madrid, dove sostenne i poveri e i malati, specie gli inguaribili e i moribondi negli ospedali.

Il 2 ottobre 1928 fondò l’Opus Dei, per promuovere, in tutta la società, la ricerca della santità attraverso il lavoro. Sosteneva infatti che “Uno dei segni essenziali della vocazione è proprio l’impegno di voler restare nel mondo e di svolgere un lavoro quanto più perfetto possibile – tenendo conto, come dicevo, delle proprie imperfezioni personali – sia dal punto di vista umano che dal punto di vista soprannaturale”. E ancora, “Il lavoro ordinario non è un particolare di scarsa importanza, bensì il cardine della nostra santificazione, l’occasione continua del nostro incontro con Dio, per lodarlo e glorificarlo con l’opera della nostra intelligenza e delle nostre mani.

Durante la guerra civile spagnola fu a Madrid e poi a Burgos, spesso costretto a nascondersi in ambasciate o manicomi per non essere catturato dal Fronte Popolare, che uccideva sommariamente i sacerdoti che riteneva vicini a Franco. Escrivà era infatti spesso accusato di vicinanza col dittatore, affiliazione smentita dai diversi membri dell’Opus Dei che conobbero l’esilio e il carcere.

Dal 1946 alla morte fu a Roma, dove, dopo l’approvazione definitiva del Vaticano nel 1950, guidò con successo la diffusione dell’Opus Dei nel mondo. Morì il 26 giugno 1975.

Il lavoro è il veicolo attraverso il quale l’uomo si inserisce nella società, il mezzo che gli permette di unirsi agli altri nei rapporti umani, lo strumento che assegna un posto, un luogo nella convivenza degli uomini. Il lavoro professionale e l’esistenza nel mondo sono due facce della stessa moneta, sono due realtà che si reclamano a vicenda, senza che sia possibile intendere l’una ignorando l’altra (San J. Escrivà).

La domanda

Come vivi le tue relazioni in famiglia, con gli amici e con le persone dell’altro sesso?

La sfida

Un primo snodo riguarda la corporeità nelle sue molte sfaccettature. Da sempre il corpo, frontiera e intersezione tra natura e cultura, segnala e custodisce il senso del limite creaturale ed è dono da accogliere con gioia e gratitudine. Gli sviluppi della ricerca e delle tecnologie biomediche generano una diversa concezione del corpo. Le prospettive di integrazione sempre più spinta tra corpo e macchina, tra circuiti neuronali ed elettronici, che trovano nel cyborg la loro icona, favoriscono un approccio tecnocratico alla corporeità, anche dal punto di vista del controllo dei dinamismi biologici. Si segnala in proposito che le donatrici di ovuli e le madri surrogate sono preferibilmente giovani. Al di là delle valutazioni squisitamente etiche, queste novità non possono non impattare sulla concezione del corpo e della sua indisponibilità. Alcuni segnalano una fatica delle giovani generazioni a riconciliarsi con la dimensione della propria creaturalità. In alcuni contesti va segnalato anche il diffondersi del fascino per esperienze estreme, fino al rischio della vita, come occasione di riconoscimento sociale o di sperimentazione di forti emozioni. Inoltre la sessualità precoce, la promiscuità sessuale, la pornografia digitale, l’esibizione del proprio corpo on line e il turismo sessuale rischiano di sfigurare la bellezza e la profondità della vita affettiva e sessuale (XV Assemblea Generale Ordinaria del Sinodo dei Vescovi “I giovani, la Fede e il Discernimento Vocazionale” - Instrumentum Laboris, n. 52).

La santità nel quotidiano
mollo

SANTA GIANNA BERETTA MOLLA

Gianna Beretta nacque a Magenta il 4 ottobre 1920. la sua era una buona famiglia della agiata borghesia di paese e non le fece mancare nulla. Studiò in ottime scuole e frequentò sempre la parrocchia e l’oratorio.

Perse entrambi i genitori nell’anno della sua quinta superiore, ma seppe tenersi forte, concludere le scuole e iniziare a studiare per diventare pediatra, lavoro che lei interpretò sempre con una profonda vocazione cattolica. “La nostra missione non è finita quando le medicine non servono più – scriveva – C’è l’anima da portare a Dio e la nostra parola avrebbe autorità. Questi medici cattolici, quanto sono necessari.” Infatti non lasciò l’impegno in parrocchia, nella San Vincenzo e in Azione Cattolica, dove divenne educatrice delle giovanissime, oggi diremmo che teneva un gruppo di fascia.

Sposò Pietro Molla, ingegnere e dirigente di una nota fabbrica di fiammiferi. Si laureò e divenne responsabile di un consultorio e di un asilo nido, oltre a operare come medico volontario in varie scuole pubbliche.

Divenne mamma di tre figli, Pier Luigi, Maria Rita e Laura.

Nel 1981 stava aspettando il quarto figlio. Al secondo mese di gravidanza le fu diagnosticato un tumore benigno all’utero, comunque da asportare. Le fu prospettata la possibilità di dover scegliere, durante l’operazione, se salvare la vita della madre o del figlio. Lei chiese ai chirurghi che preferissero salvare il bambino.

La piccola Emanuela Gianna nacque il 23 aprile 1962 per via cesarea, ma le complicazioni del parto, insieme ai postumi della complessa operazione, aggravarono presto le condizioni della madre. Portata a casa in condizioni disperate il 28 aprile, morì il giorno stesso, a 39 anni.

Mosaici del Santuario di S. Giovanni Paolo II realizzati da Padre Rupnik - Arch. Gabriella Lauria - scarica la presentazione

 

Shoah e sul campo di sterminio di Auswichtz - Dott. Maurizio Versaci - scarica la presentazione

 

Accompagnamento spirituale dei giovani - don Luca Ramello

 

Catechesi della GMG - Arianna Bertinetti e Manuel Marras - sacrica la presentazione

 

Logistica - don Luca Ramello - scarica la presentazione
 
 
Cracovia, storia, cultura e arte - Gosia Poznańska - scarica la presentazione e il pdf
 

Carissimo/a Referente,

Benvenuti a Torino! Siamo prossimi all'apertura dell'HAPPENING DEGLI ORATORI E DEI GIOVANI. Nel segno de «L'Amore più grande» ciascuno di voi si senta atteso e accolto a cuore aperto. I tanti volontari di TURIN FOR YOUNG 2015 sono pronti e desiderano porsi al vostro servizio, perché l'intensità di questi giorni di grazia possa toccare la profondità della nostra vita: perché «L'Amore lascia il segno!»
Qui di seguito potrete trovare le informazioni utili per il vostro pellegrinaggio. Grazie per il dono della vostra presenza tra noi: viviamo l'amore #FinoAllaFine!
don Luca Ramello
Direttore dell'Ufficio di Pastorale Giovanile 
 


IL SENSO DELL'HAPPENING

Carissimi Amici Giovani,
#FinoAllaFine! È questo l'invito per l'HAPPENING DEGLI ORATORI E DEI GIOVANI a Torino, nei giorni 19-20-21-22 GIUGNO 2015, quattro giornate dedicate in modo speciale ai giovani, agli adolescenti, ai ragazzi e ai bambini, in occasione della visita di Papa Francesco. Coordinata dal Progetto TURIN FOR YOUNG della Pastorale Giovanile, la proposta dell'HAPPENING si rivolge con particolare entusiasmo agli educatori e agli animatori di tutta l'Italia ma anche di altri paesi d'Europa e del mondo, per compiere uno straordinario pellegrinaggio sulle orme de «L'AMORE PIÙ GRANDE»: venerando la Sindone e visitando i luoghi della vita di San Giovanni Bosco, del Beato Pier Giorgio Frassati e di tanti Santi della carità.
E se «L'Amore più grande» è il tema che abbraccia un anno così intenso...«Fino alla fine» (Gv 13,1) sarà l'orizzonte che aprirà l'HAPPENIG 2015: un amore fedele fino alla fine, un amore per tutti, un amore che mette in gioco la vita!
Questa Guida del Pellegrino possa non solo accompagnare i giorni del pellegrinaggio ma sostenere il vostro quotidiano cammino di fede e di amore.
La Vergine Maria, Consolata e Ausiliatrice, Madre dei Giovani,
vi accompagni a vivere l'Amore più grande: #FinoAllaFine!
+ Cesare Nosiglia
Arcivescovo di Torino

IL LOGO DELL'HAPPENING

Il logo ideato per l'Happening, riprodotto sulle vele e sui manifesti della Città, è ispirato al motto consegnato dall'Arcivescovo, «L'Amore più Grande». È composto da tre segni grafici: una croce, il rivolo di sangue presente sulla fronte dell'Uomo della Sindone e una stella luminosa composta da tessere come di mosaico. Come si legge nell'introduzione alla Guida del Pellegrino, «è la luce dell’Amore più grande. Una luce che nasce nel giorno di Pasqua, che annuncia una nuova vita anche se porta i segni di una Passione vissuta per amore. Una luce che smuove le pietre, che trasforma la vita quotidiana. Una luce che nasce dall’amore più grande, l’amore che ama #FINOallaFINE, accettando tutte le conseguenze. Un amore che chiede di riamare allo stesso modo:#FINOallaFINE. Un amore che chiede di essere portato nella Chiesa e nel mondo, perché come diceva Don Bosco siamo chiamati a essere “buoni cristiani e onesti cittadini”. La luce bianca, attraverso i mille colori dell vita dei giovani, illumina le chiese e i palazzi di Torino, da visitare da pellegrini in quest’anno del Bicentenario, in questo periodo di Ostensione della Sindone. Per poi ovviamente tornare a casa ad illuminare le strade e le stanze che ogni giorno viviamo: camere, aule, sale, cortili, vie e piazze. In case, scuole, università, uffici, fabbriche, oratori, chiese... Ovunque. Perché è un amore che chiede di andare ovunque». Ma la trasformazione della vita quotidiana costruisce, graficamente, una stella. Essa è un richiamo alla Chiesa, che nasce dallo dello Spirito donato dalla Croce; evoca il «convenire» delle migliaia di giovani all'Happening, il loro convergere attorno alla Croce di Cristo, segno per eccellenza de «L'Amore più grande» (rappresentato, concretamente, dalla Croce della GMG); invoca, infine, l'aiuto di Madre del Signore, secondo l'antica preghiera di San Bernardo che la indica quale «stella», anche in relazione alla provvidenziale coincidenza dell'Happening con la festa liturgica della Consolata.

INNO DELL'HAPPENING: L’AMORE PIÙ GRANDE

Lirica di Marco Brusati - musica di Massimo Versaci
La lirica è interamente centrata sulle parole di Gesù: “Nessuno ha un amore più grande di questo: dare la sua vita per i propri amici” da cui è tratto il titolo, che a sua volta riproduce il motto “L’Amore più grande” dell’Ostensione della Sindone 2015.
Nella prima parte del brano è parafrasato l’invito di Gesù a seguirlo, prendendo, come lui, la propria croce (Lc 9,23 ): un invito che viene udito dentro un “vento leggero”, a ricordare che il Signore non è nel “vento impetuoso e gagliardo”, non è “nel terremoto” e neppure “nel fuoco” ma nel “sussurro di una brezza leggera”, come ci racconta l’esperienza di Elia (1Re 19,11-13 ).
L’invito di Gesù a seguirlo, però, non è una chiamata vocale, un messaggio o una promozione, ma è offerta di sé (Gv 10,17 ), è offerta del suo “cuore aperto” che “aspetta” il nostro cuore, così che, grazie al cammino di conversione, anche le opere, simboleggiate dalle “mani”, possano aprirsi “dalla terra al cielo” (Gc 2,17 ), e chi le compie possa passare dalla schiavitù del peccato alla libertà generata dal Figlio (Gv 8,34-35 ) per godere insieme della gioia senza fine, il “Paradiso”, promesso anche al malfattore sulla croce (Lc 23,39-43 ). L’offerta di sé, che Gesù compie per ciascuno di noi, è offerta d’Amore, è “passione sconfinata”, è “passione infinita”, è, tutta la sua “vita”. A questo invito di Gesù, il coro, che simboleggia la comunità ecclesiale, risponde con il ritornello, nel quale riconosce che l’”Amore più grande” è quello di colui che prende volontariamente e senza colpa la croce (il “legno pesante”), muore per noi e risorge aprendoci le porte della vita senza fine; sì, perché l’”Amore più grande” è Gesù stesso, che “muore e risorge” con noi, perché, come dice San Paolo, “se siamo stati intimamente uniti a lui a somiglianza della sua morte, lo saremo anche a somiglianza della sua risurrezione” (Rm 1,5). La ripresa della strofa evoca la vita rinnovata dall’incontro con Gesù nella Chiesa che cammina nel tempo, la quale viene resa con l’immagine del “sentiero” illuminato da una “nuova luce che non si spegne al soffio della notte scura”, a ricordare la promessa di Gesù alla sua Chiesa: “le potenze degli inferi non prevarranno su di essa” (Mt 16,18). Nella parte conclusiva si giunge alla professione di fede più consapevole, ovvero quella capace di riconoscere che il sacrificio di Cristo -di cui è straordinaria icona la Sindone- e la sua resurrezione hanno liberato “il nostro cuore dalla morte in fondo al male” ed hanno “spezzato le catene per andare a camminare”, sulle strade del mondo, nei momenti difficili (“sopra i sassi”) ed in quelli felici (“sulle viole”), intimamente ed irrevocabilmente uniti a Lui, risorto e vivo, consapevoli della sua promessa: “ecco, io sono con voi tutti i giorni, fino alla fine del mondo” (Mt 28,20).
Enzo Governale ha curato la produzione di un video che esprime la profondità dell'Inno.

LE TAPPE PER I PELLEGRINI

Nei giorni dell'HAPPENING, Torino si trasformerà in un grande Oratorio, aperto a tutto il mondo, luogo di incontro e di confronto tra Oratori, Associazioni, Movimenti e Gruppi giovanili, sui temi che il Sinodo dei Giovani di Torino ha evidenziato, «sei verbi» per la Pastorale Giovanile: uscire, stare, riconoscere, generare, abitare, accompagnare, ispirati all'Evangelii Gaudium e al testo preparatorio del prossimo Convegno Ecclesiale di Firenze, nel novembre 2015.
«L’Amore più grande», motto dell’Ostensione della Sindone 2015, è associato anche ad un’icona che ne richiama la profondità spirituale e la dimensione educativa. L’icona ha compiuto un pellegrinaggio negli Oratori della Diocesi, cuore dell’accoglienza dei giovani che giungono dall’Italia e dal mondo per l'HAPPENING.
L’icona ha al centro la scena della Crocifissione con Maria e Giovanni e, nella cornice, i volti di otto santi legati ai giovani: San Giovanni Bosco, San Leonardo Murialdo, Beato Piergiorgio Frassati, San Giuseppe Benedetto Cottolengo, San Filippo Neri, San Carlo Borromeo, San Luigi Gonzaga e San Giovanni Paolo II. Sotto, completa la cornice l’immagine degli Sposi di Cana. Le Dodici figure dell'Icona rappresentano dodici tappe di un pellegrinaggio alla scoperta dei santi torinesi e dei giovani e della Sindone. Dodici tappe per dodici parole, per un percorso interiore di spiritualità giovanile, avendo come mappa l’icona stessa, che nei suoi tanti simboli è già annuncio dell'Amore.
Oltre a Castenuovo don Bosco e a Chieri, nel centro Città sono dieci le tappe proposte ai giovani pellegrini, tutte sul tema dell'Amore. La Guida del Pellegrino le spiega con precisione e la Mappa consegnata nel Kit ne indica la posizione geografica.

GIOVANI VOLONTARI PER ACCOMPAGNARE LA DISTRIBUZIONE DELLA COMUNIONE

Durante la S. Messa presieduta da Papa Francesco in piazza Vittorio, la S. Comunione sarà distribuita da ministri dell'Eucarestia in tutta la piazza, accompagnati da 300 giovani con un ombrello bianco. I 300 giovani potranno partecipare alla Messa in settore A5 e dovranno indossare la maglietta TFY2015 e il corrispettivo BADGE dell'Happening. Essendo il settore A5 particolarmente vicino al palco papale, saranno accolte le disponibilità a tale servizio esclusivamente fino ad esaurimento dei 300 posti necessari, scrivendo una mail a cerimoniale@turinforyoung.it entro le ore 12 di venerdì 19 giugno. Occorrerà indicare nome cognome data di nascita e gruppo di appartenenza.

SACERDOTI E DIACONI DELL'HAPPENING

I sacerdoti e i diaconi che intendano partecipare alla S.Messa di apertura alla Consolata delle ore 18 di venerdì 19 e alla Grande Veglia delle ore 21.30 di sabato 29 presso Area Vitali di Parco Dora sono pregati di segnalare la loro presenza a cerimoniale@turinforyoung.it e di presentarsi non più tardi di una mezz'ora prima dell'inizio con camice e stola bianca. In particolare: la Grande Veglia delle ore 21.30 sarà trasmessa in diretta da TV2000 e per tali esigenze il ritrovo sarà non oltre le 21 presso la Chiesa del Santo Volto. Rivolgiamo inoltre l'appello a tutti i sacerdoti ad offrire la loro disponibilità per il sacramento della Riconciliazione durante l'adorazione eucaristica al termine della veglia, segnalandola a cerimoniale@turinforyoung.it. Sarà cortesemente richiesto di esibire il celebret.

PROGRAMMA DELL'HAPPENING

Sarà possibile ritirare i kit del pellegrino e i pass per la S. Messa del 21 giugno con Papa Francesco in piazza Vittorio a Torino e l'incontro dei giovani del pomeriggio solo dal refente del gruppo con i seguenti orari:
18 e 19 giugno: 9.30 - 12.3 / 14.00 - 18.00: Curia Metropolitana di Torino - Via Val della Torre, 4 - Torino
20 giugno: 9.30 - 20.00 Curia Metropolitana di Torino - Via Val della Torre, 4 - Torino.
Per i gruppi che arriveranno il 19 giugno i kit saranno consegnati direttamente dall'oratorio ospitante di cui saranno comunicati i riferimenti necessari.

VENERDÌ 19 GIUGNO

ORE 18.00: Celebrazione Eucaristica di apertura presieduta da S.E.R. Mons. Cesare Nosiglia, Arcivescovo di Torino al Santuario della Consolata nella vigilia della solennità Accoglienza della Croce della GMG, della delegazione dei Giovani di Cracovia e dell’icona dei Giovani, dei primi pellegrini in arrivo a Torino, tra cui una delegazione da Chambery
ORE 20.00: Processione della B.V.M. Consolata, patrona dell’Arcidiocesi.
ORE 22.30: in piazza San Carlo «THE SUN» e «REALE» in concerto: musica e testimonianze sull'Amore Più Grande: una serata di musiche che coinvolgono e parole che colpiscono. Nell'adiacente Chiesa di San Carlo Borromeo possibilità di preghiera e adorazione eucaristica con le Sentinelle del Mattino e il Rinnovamento nello Spirito.

SABATO 20 GIUGNO

Pellegrinaggio «L’AMORE PIÙ GRANDE»: Sindone, luoghi di don Bosco, Santi della carità La visita alla Sindone sarà possibile dalle ore 8.00 alle ore 14.00 secondo gli orari comunicati ad ogni singolo gruppo.

ORE 10.00: Chiesa di San Filippo Neri, Torino, catechesi per i giovani su «L’amore lascia il segno» di S.E.R. Mons. Guido Gallese, Vescovo di Alessandria e Delegato per la Pastorale Giovanile Regionale.

ORE 15.00: Chiesa di San Filippo Neri, Torino, catechesi per educatori ed animatori degli Oratori di S.E.R. Mons. Franco Giulio Brambilla, Vescovo di Novara e vicepresidente della CEI.

Il luogo per le catechesi è altamente significativo: la Chiesa di San Filippo Neri, nel centro di Torino, scelta per onorare i cinquecento anni della nascita del primo Santo degli Oratori. Un'ulteriore sosta di preghiera sarà presso la Chiesa di San Francesco d'Assisi, dove nacque l'Oratorio di don Bosco: qui sarà esposta la Croce della GMG e qui si potrà vivere il Sacramento della Riconciliazione durante la giornata.

ORE 21.00: Festa e grande Veglia di preghiera in attesa di Papa Francesco presieduta da S.E.R. Mons. Cesare Nosiglia con i Vescovi di Piemonte - Valle d’Aosta. La grande Veglia avrà come tema il capitolo 21 del Vangelo di San Giovanni: l'apparizione del Risorto agli apostoli nel contesto della pesca miracolosa sul lago e il «mandato» dell'Amore più Grande a Pietro. Lo svolgimento della Veglia richiamerà la fatica di riconoscere la presenza del Risorto, la sua presenza nella Chiesa e nell'Eucarestia, la preghiera per la visita a Torino del successore di Pietro, la forza della Misericordia che riconcilia e ricrea. Nell'area della Veglia sarà collocata una barca autentica (un gozzo ligure) e suggestive coreografie di danza evocheranno la pesca miracolosa, simbolo del convergere dei giovani nell'abbraccio dell'Amore più Grande.

ORE 23.00: Sacramento della Riconciliazione nell'«Atrium Misericordiae» e Adorazione Eucaristica notturna presso la Chiesa del Santo Volto Pernottamento presso «l’Oratorio più grande», Parco Dora, Area Vitali - Oratorio Santo Volto, Torino.

DOMENICA 21 GIUGNO

ORE 5.30: Sveglia, preghiera delle Lodi mattutine e colazione.

ORE 6.30: Trasferimento a piedi in Piazza Vittorio Veneto in gruppi da 150 persone con navette GTT al deposito zaini adibito presso il percorso Sindone nei Giardini Reali. Per motivi di sicurezza GLI ZAINI DOVRANNO ESSERE DEPOSITATI NELL'AREA PREDISPOSTA e sarà possibile ritirarli al termine dell'incontro con il Santo Padre del pomeriggio, dalle 19.30 in poi.

Sarà possibile introdurre nei settori della piazza la sacca del pellegrino TFY2015 con l'acqua e il cibo per il pranzo.

ORE 10.45: Celebrazione Eucaristica con Papa Francesco.

ORE 14.00 - 15.00: In Piazza Maria Ausiliatrice: «Cuori più grandi». L’eredità di Don Bosco rivolta a tutti gli oratori di oggi. Un’ora di animazione, festa, spunti e riflessioni per riscoprire lo stile dell’oratorio e prepararsi alle parole di Papa Francesco.

ORE 15.00: Visita di Papa Francesco a Valdocco In Piazza Maria Ausiliatrice: saluto di Papa Francesco alla rappresentanza di educatori e animatori, delegati dagli Oratori delle Diocesi di Torino, del Piemonte e d’Italia, con l’Assemblea del Forum degli Oratori Italiani.

ORE 16.00: Festa e preghiera dei giovani, dei ragazzi e dei bambini in Piazza Vittorio Veneto, aspettando Papa Francesco.

ORE 18.00: Incontro conclusivo di Papa Francesco con giovani, ragazzi e bambini.

LUNEDÌ 22 GIUGNO

ORE 9.00 - 15.30: Visita alla sindone per i ragazzi degli oratori estivi Pellegrinaggio degli oratori estivi sulle orme dei santi della carità.

ORE 15.30 - 17: Festa e preghiera in Piazza Solferino.

ORE 17.00: Saluto a Papa Francesco lungo la strada del suo ritorno da parte dei bambini, dei ragazzi, degli animatori e degli educatori degli Oratori estivi.

NB: i percorsi per gli spostamenti dei gruppi TFY2015 previsti dalle forze di pubblica sicurezza saranno comunicati non appena resi noti dalle Autorità competenti.

 
 

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